Storie di quarantenaEduStories
Language
 Italian
Summary
Scorrono così questi giorni, collegati al mondo e ai nostri affetti attraverso la tecnologia… Il messaggio WhatsApp di Lorenzo, le conversazioni telefoniche che trasformano l’amicizia in "sorellanza", la scuola DAD che sfida genitori e ragazzi, lo smart working che porta ad immaginare un inimmaginabile futuro …
A short fragment of the story

(Abstract)

 

WORD. Ieri mattina sono uscita alle 8.00. Una mia amica, giorni prima, mi aveva detto che il pescivendolo veniva regolarmente, come sempre prima della chiusura generale a causa del coronavirus, due mattine a settimana: il martedì e il venerdì. Basta carne, salumi, formaggi, uova! Oggi pesce. Prima di arrivare in piazza, il furgoncino si ferma in un piccolo slargo a circa duecento metri da casa mia. Decido quindi di andare: mio marito non saprebbe cosa comprare e poi ancora non si è alzato, perciò vado io. Mascherina e guanti. Mentre faccio la fila, regolarmente distanziata da una decina di persone che mi precedono, vedo venire, in senso opposto, la madre di un ragazzo di terza media che, a volte, ho aiutato a fare i compiti. Mi saluta gentile e fa cenno di volermi parlare. Io ricambio e lascio la fila. “Meno male che ti ho incontrata! Sai, Lorenzo deve fare la tesina.” “Si, ho sentito… deve farla! La sta facendo?” “Si, si, ma noi non abbiamo … sul computer!” Mi dice una parola incomprensibile. E’ una persona semplice… buona famiglia, grandi lavoratori lei e suo marito… non sanno usare il computer e non ne conoscono i termini, ovviamente. “Potresti venire, solo un attimo a spiegargli come deve fare?” “E come facciamo? Lo sai che non si può… ” “Ma staremo distanti, lontanissimi… stamattina a casa c’è solo Lorenzo… e poi disinfetteremo tutto… ti prego…” La seguo. In effetti, disinfetta accuratamente con l’amuchina la maniglia e apre la porta. “Lorenzo, non ti avvicinare, metti la mascherina e disinfettati bene le mani…” Sulla porta della sala da pranzo vedo il ragazzo, indossa la sua mascherina e tiene in mano lo spray disinfettante, lo brandisce come un’arma contro l’invisibile nemico… come un esorcista con la croce in pugno mentre affronta il maligno… mi dice: “Buongiorno!” con un piccolo inchino.

Mi fa tenerezza. É un bel ragazzo magro con i capelli nerissimi,  è cresciuto, è più alto dall’ultima volta che l’ho visto. “Che succede?” “Devo fare la tesina, ma non ho word, posso usare solo office… e la prof vuole che le mandiamo i compiti su word…” “Come non hai word?” “I computer nuovi non ce l’hanno.

Dovremmo fare l’abbonamento, 99,00 euro all’anno…” “Ma davvero? Ma sei sicuro?” “E’ tanto…” mi dice la madre. “Vediamo questo computer…” Mi accompagnano nella sala da pranzo dove il ragazzo di solito studia. La mamma mi disinfetta perfino la sedia mentre Lorenzo spruzza l’amuchina su uno straccio che passa accuratamente sulla tastiera e su tutto il computer. Controllo…

Ha ragione lui! Chiamo mio figlio sul lavoro. Non lo faccio mai.

Mi risponde subito preoccupato dalla telefonata inconsueta e mi conferma: “Eh… si mamma, i nuovi computer non hanno word in dotazione, se uno lo vuole, deve fare l’abbonamento, circa 100 euro all’anno. Comunque chiedo ad un mio amico tecnico cosa si può fare. Vediamo… Dì al ragazzo di stare tranquillo, ci penso io…” Non lo sapevo, il mio computer non è nuovissimo. Dico al ragazzo di mandare subito una e-mail ai suoi insegnanti spiegando loro il problema e di usare office per la sua tesina. Devono accettarla per forza. “Se poi, ci fossero difficoltà, non ti preoccupare, ti aiutiamo noi. Tu falla! E falla bene, mi raccomando eh… con calma, senza fretta”. La mamma mi chiede: “Che dici? Se poi proprio non possiamo farne a meno… di questo abbonamento…” “Adesso non ci pensare, prima vediamo se… e come si può risolvere.” La vedo sollevata. Mentre sto per andarmene mi chiede se gradisco delle uova freschissime. Accetto volentieri… loro hanno terreni e animali di ogni genere e di uova ne hanno d’avanzo. “Grazie! Ma, ti prego, non sentirti in obbligo, non ho fatto niente…” “Ma dai… ne abbiamo tantissime… le galline le fanno tutti i giorni… le regalo a tutto il vicinato quando non so più cosa farci Figurati!” Lorenzo mi saluta sulla porta di casa ancora una volta con il suo piccolo inchino aggraziato. Intanto il pescivendolo ha cambiato la sua postazione di vendita, perciò vado in piazza. Torno a fare la fila. Cozze gratinate, spaghetti con le vongole, frittura mista di lattarino e merluzzetti… insalatina di contorno…  cena completa a base di pesce! Gran menù, gran lusso!  Prossimamente, frittata.

 

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