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 Italian
Summary
Dopo il decreto Salvini, il nostro modo di lavorare e di affrontare le cose, sono cambiati.
Si avvertiva un senso di rassegnazione e di sconfitta in ognuno di noi. Anni di progetti e i tanti volti conosciuti, iniziavano a diventare un ricordo....
A short fragment of the story

VOLTI

Un sorriso può cambiare la visione del mondo


Dopo il decreto Salvini, il nostro modo di lavorare e di affrontare le cose, sono cambiati.

Si avvertiva un senso di rassegnazione e di sconfitta in ognuno di noi. Anni di progetti e i tanti volti conosciuti, iniziavano a diventare un ricordo.

In cooperativa c’era un aria pesante …un senso di impotenza e di inutilità si poteva leggere nei volti degli operatori mentre, in quello dei “nostri ragazzi” c’era un senso di smarrimento e di paura.

Non potevamo più fare nulla per loro.                                                                                                                                                                       

I dinieghi arrivavano a pioggia, ragazzi che avevamo accolto con il progetto “Mare Nostrum” prima e con lo “Sprar” poi, che quindi erano con noi da anni ormai, vedevano svanire ogni loro possibilità di rimanere in Italia. 

                                                                                                                                                                                                   

Ragazzi che nel frattempo si erano diplomati, avevano preso la patente, si erano integrati eccellentemente nel nostro tessuto sociale, non potevano più rimanere con noi.

E’ in questo contesto che mi trovai, finalmente, a ricevere una bella notizia: Marck ce l’aveva fatta, gli era stata riconosciuta la protezione internazionale.

Per me e per le persone che lavoravano con me, fu una grande gioia, un’iniezione di inaspettato ottimismo.

Ci organizzammo per andare da lui a comunicarglielo, io e le mie più care colleghe….                                                          

Lui stava svolgendo un tirocinio in un ristorante, era un ottimo cuoco e stava frequentando, con grande successo, la scuola alberghiera.                                                                                                                                                                

La sua reazione fu ovviamente di grande gioia….                                                                                                                                       

Le lacrime solcavano il suo viso e non riusciva neanche a parlare… pensava a sua madre Marck, alla gioia che lei avrebbe provato sapendo che, suo figlio, aveva la possibilità di una vita migliore e di crearsi un futuro qui, in Italia.

Non sapeva Marck che, in quel momento, il suo viso e la sua gioia, stavano cambiando un po’ anche noi.        

I suoi occhi pieni di gratitudine ci spingevano a continuare, nonostante tutto, perché forse c’era ancora qualcosa che potevamo fare e qualcuno da aiutare.


Mi presento,

Sono Angela Armenante, Assistente Sociale dal 2002.

Ho lavorato per anni con il segretariato sociale, passando in rassegna tutti i comuni della mia zona, conoscendo delle realtà inaspettate e indescrivibili.                                                                                                              

Negli ultimi anni sono passata ad una cooperativa di accoglienza immigrati. Ho iniziato come operatrice fino ad essere coordinatrice del progetto Sprar.                                                                                                                                           

Ad oggi, purtroppo, ho dovuto ripiegare su un’altra attività, spero temporanea.

Ho bisogno di rivedere e rivivere quei

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