Uva Spina, Naftalina
Language
 Italian
Summary
Una bambina che vive in un campo rom e aspetta: aspetta a lungo...l'autobus che la porta a scuola.
A short fragment of the story

Era sempre lì, un coltellino piegato nella tasca e due monete di ottone intrecciate ai capelli, agli angoli della fronte.

Sempre lì a una fermata d'autobus ormai abbandonata, ad aspettare qualcosa, qualcuno, chiunque e nessuno, il campo dietro di lei che si stendeva tra container e passi sommessi, tra canti e baci, tra pianti muti e tenebre.

A volte guardava indietro per vedere le mani di sua madre stendere i panni veloci sullo spago o sui cancelli arrugginiti, guardava attenta la sua sagoma dietro le lenzuola, studiava il sole che la smagriva e la distorceva e poi tornava a sedersi su quella panchina ormai deserta, ormai gelida.

Mi faceva ciao con la manina, quando mi vedeva arrivare e gli angoli del suo sorriso si facevano piccoli, aspettavano che le dicessi:"Latcho dives, buongiorno".

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Why this story is important
Non sempre è facile vedere le discriminazioni e il razzismo istituzionale e quotidiano, anche quando ci si dichiara antirazzisti. E questo è qualcosa che succede in particolar modo nei confronti della minoranza rom: non si capisce che è un sistema che la esclude sistematicamente e che non si tratta di un autoghettizzarsi. Questa storia, attraverso il semplice racconto di una bambina che aspetta l'autobus che la porta a scuola, getta luce su un particolare fenomeno che è quello del rapporto fra bambini rom e istituzioni scolastiche, facendoci capire come le mancanze statali siano fra le principali cause dell'alto tasso di abbandono scolastico dei bambini rom.
How this story was created
Questa storia è stata creata dal team di comunicazione del Movimento Kethane, pubblicata sulle pagine social e successivamente condivisa su StoryAp.
References
Il Movimento Kethane si batte per dare alla minoranza rom una vita normale: niente più segregazione nei campi, niente più sgomberi improvvisi, niente discriminazione nelle scuole e tanto altro. Per questo, ha lanciato una campagna portata avanti da rom e sinti in Italia per rivendicare il proprio posto nella società.
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