Un frullo d’ali
Language
 Italian
Summary
"Deve essere imperativo il rispetto del creato, altrimenti è solitudine."
A short fragment of the story

Il gomito appoggiato al tavolo ancora in disordine, la mano tiene il mento aspettando che gli occhi si chiudano per leggere i sogni. Intanto, fissa distratto le pagliuzze di polvere che giocano come stelle d’argento nel raggio di luce che filtra dalla finestra socchiusa. Il caldo dell’estate aumenta la noia. Tu chi sei? L’uomo resta immobile a guardare la testolina curiosa che si muove a scatti guardano, dal davanzale della finestra, il panorama della misera stanza. La piccola creatura entra circospetta attraverso il raggio di luce, impaurita o forse stanca del suo volo. Un frullo d’ali ed è sul tavolo, vicino all’uomo. Lo guarda ignorando le molliche disperse sul tavolo, lui allunga una mano per toccarla; la piccola creatura non si muove, una piuma arruffata torna al suo posto. Neanche un sospiro, per non disturbare il dialogo che nasce dal cuore. Il tempo passa inutilmente perché non riesce a cambiare l’incanto. Sull’imbrunire si allontana attraverso il raggio di luce ormai sbiadito. L’uomo aspetta, domani e poi anche il giorno dopo fino a confondere la notte con il giorno. Arriva senza segnare il tempo, quando chi aspetta ha ormai paura di sperare. Le molliche sono preda delle mosche che si allontanano quando l’inaspettata creatura, con un frullo d’ali, si avvicina all’uomo che vive solo di questa sensazione. Ancora una carezza, lei azzarda posandosi sulla mano. I veloci fremiti del suo cuore tengono desti i sentimenti sopiti dell’uomo. Poi con un frullo d’ali si libera della solitudine e vola verso il cielo. 

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