Sfide da scout: restare comunità rimanendo isolati
Storie di quarantenaEduStories
Language
 Italian
Summary
Durante la quarantena i ragazzi e gli educatori di Castel del Piano (Pg) non si fermano, e continuano a creare attività "a distanza" coinvolgendo il gruppo. Una sfida tutta da scout: restare comunità rimanendo isolati. Nasce “PG10 RADIO SCOUT”.
A short fragment of the story

Cammina con qualunque tempo:

il grano matura con la pioggia e con il sole”.

 Per ricordare che non dobbiamo interrompere i nostri progetti solo perché la condizione è sfavorevole, possiamo, anzi, fare un salto di qualità. I fatti della vita, più o meno faticosi, rischiano di farci arrovellare in pensieri oscuri che ci paralizzano, quando invece potremmo cercare e vedere oltre, da un’altra prospettiva.

(Abstract) L’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus ha costretto le persone a rimanere isolate nelle proprie case, costrette a reinventare i propri contesti di vita sociale: la scuola, il lavoro, lo sport, ma anche il tempo libero vissuto con gli altri e attività educative come lo scoutismo. I ragazzi rimangono dentro casa e fuori c’è un silenzio che abbiamo definito “assordante”. Di tutto quello che prima appariva normale, scontato se non addirittura abitudinario, oggi se ne sente una mancanza angosciosa. COME ESSERE UNA COMUNITÁ RIMANENDO ISOLATI? Dal principio della quarantena ci siamo interrogati molto su come continuare a vivere uno scoutismo senza poter uscire di casa, senza entrare completamente a contatto con la natura e vivere le nostre attività all’aperto, ma soprattutto come rompere questo silenzio e la solitudine. Come recuperare una dimensione sociale in assenza di contatti fisici, visivi, concreti, reali? Come essere una comunità rimanendo isolati?Il nostro primo interesse è stato sicuramente quello di sensibilizzare i ragazzi al rispetto delle misure contenitive del contagio, dato che educhiamo anche alla legalità e alla solidarietà; successivamente abbiamo ritenuto fondamentale mantenere, attraverso le tecnologie e i social che abbiamo a disposizione oggi, l’aspetto della comunità. Ci siamo incontrati con i ragazzi tramite videochiamate, gli abbiamo lanciato sfide pratiche da svolgere in casa, sia di gruppo che individuali, abbiamo fatto sì che mantenessero tra loro contatti e abbiamo fatto sentire la nostra presenza anche da lontano, ricordandogli che non sono soli in questa situazione, che possono cercare conforto in noi capi e che prima o poi ripartiremo più carichi di prima.Poi abbiamo pensato ad un particolare strumento che mettesse insieme tutte le nostre voci: la radio. La domanda di partenza è stata: da cosa siamo accomunati tutti, in questo periodo di isolamento? Cosa ci resta per riuscire a tessere relazioni con gli altri? La risposta è: LA PAROLA. La parola è il principale strumento di relazione che, in forma parlata, scritta o cantata riesce a far sentire la nostra voce agli altri, che ci permette di creare, condividere e trasmettere idee e sensazioni. Guardando alle tecnologie a nostra disposizione, è stata scelta la RADIO come strumento di aggregazione più idoneo a dare la parola, raccogliere e trasmettere le parole di una comunità....



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Castel del Piano (Pg)
Why this story is important
La domanda di partenza è stata: da cosa siamo accomunati tutti, in questo periodo di isolamento? Cosa ci resta per riuscire a tessere relazioni con gli altri? L’IDEA DELLA RADIO … BLOG & PODCAST PER CONTINUARE A COMUNICARE. Da qui la proposta ai ragazzi: quella di creare un blog in cui raccogliere dei podcast, dei file audio che sarebbero stati disponibili a tutto il gruppo e da poter conservare nel tempo. I temi da trattare possono essere scelti direttamente dai ragazzi: racconti di esperienze di scoutismo, proposte di nuove attività, interviste, spiegazioni di feste e ricorrenze nazionali, testimonianze di servizio, curiosità e memorie della storia del gruppo, riflessioni spirituali ma anche barzellette e scenette divertenti. Ovviamente, come in tutte le cose, questa proposta può funzionare perfettamente con un certo tipo di ragazzo e meno con un altro che ha un’indole diversa. L’ascolto della radio comporta la pazienza di aspettare, ti costringe a rimanere in silenzio, a bloccare la tua voce per accogliere quella dell’altro. Questa è una cosa molto difficile da fare, soprattutto per i ragazzi di oggi, ma si può educare anche all’ascolto e alla riflessione, in modo che le parole ascoltate rimangano dentro di sé e portino alla condivisione di emozioni e “nutrano” la relazione. Tutto ciò é importante perché insegna che le "tempeste" non devono abbatterci, ma piuttosto possono fornire un nuovo spunto per rimetterci in gioco, creando magari qualcosa di nuovo.
How this story was created
L'idea è nata da un semplice dialogo tra amici. La convinzione che un'esperienza come questa potesse fornire un ottimo spunto di riflessione per le persone che si sono sentite, in questi mesi, "abbattute". Si è scelta, come tecnica, quella dell'audio con la presentazione di alcune immagini.
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