Un laboratorio tutto per sé
Lingua
 Italiano
Riassunto
Alla fine del 2020, dopo un anno difficile per i workshop di storytelling a causa della distanza, l'associazione Storie di mondi possibili ha deciso di imbarcarsi in una nuova avventura: un laboratorio a distanza insieme ad un gruppo di donne afghane che vivono nella città di Roma.
Un frammento della storia

Alla fine del 2020, dopo un anno difficile per i nostri workshop di storytelling a causa della distanza, abbiamo deciso di imbarcarci in una nuova avventura: un laboratorio a distanza insieme ad un gruppo di donne afghane che vivono nella città di Roma. Si trattava di una nuova sfida: sia perché ci trovavamo a confrontarci con una minoranza straniera (e tutta di genere femminile) sia perché dovevamo fare tutto questo a distanza. Le parole, in questo caso, erano davvero l’unico filo che avrebbe connesso tutte, nonostante fossimo ognuna a casa propria. L’idea era quella di proporre un laboratorio dove riflettere, a partire da sé e dalla propria esperienza, su ciò che ci circonda, sulla nostra società e sul mondo che ci circonda (per capire poi se – e come – fosse possibile attivarsi per migliorarlo). Grazie al supporto di Binario 15, associazione che opera con la comunità afghana a Roma, e in particolare le sue donne, siamo riuscite quindi ad organizzare alcuni incontri.


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Perché questa storia è importante
Una piccola riflessione a metà percorso su quello che è stato il laboratorio condotto dall'associazione Storie di Mondi Possibili, assieme a Binario 15, con un gruppo di donne migranti afghane che vivono nella città di Roma: serve a far comprendere i concetti chiavi di un lavoro di questo genere. E cioè come è possibile, anche fra culture diverse, avviare quella riflessione su di sé che è il motore che porta poi a riflettere sugli altri e le altre e ad attivarsi rispetto a ciò che ci circonda.
Come è stata creata questa storia
La storia è stata elaborata, a seguito di sei incontri, da alcuni componenti dell'associazione Storie di Mondi Possibili e poi editata assieme a Binario15 e con il consenso delle donne afghane che hanno partecipato al laboratorio.

Licenza

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