Lingua
 Italiano
Riassunto
Due brevi racconti dal carcere: una volontaria incontra due detenuti.
Un frammento della storia

Sono volontaria nel carcere di Rebibbia, articolo 17 nel linguaggio penitenziario. Devo accompagnare al suo primo permesso premio il detenuto Alì. Sarà tre giorni con me, lo accompagnerò dove lui vorrà. E’ emozionato e impaurito e anche io un po’. 


I posti che io penso lo farebbero felice non sono quelli che lui sceglie. Dopo venti anni di carcere penso che sarebbe bello andare a Ostia ma lui non vuole, ha paura del mare, ora. Giriamo per la città tutta la mattina, io ho portato la guida, ma si emoziona dentro una rosticceria di Piazza Farnese. Il cibo arabo che gli ricorda la sua infanzia. Mi parla di sua madre, della sua cucina, dei dodici fratelli seduti intorno al tavolo silenziosi finché c’era il padre. Quando non c’era esplodeva un caos incredibile… e altre storie.

 

Andiamo da Feltrinelli. Alì cerca la sua musica, mi fa sentire nelle cuffie il cd che ha scelto, è la musica araba piena di passione, struggente. Poi andiamo a casa mia. In suo onore mio figlio ha messo a posto la sua camera, forse si vergognava.   

 

“E’ avvenuto il miracolo!” Ridendo comunico ad Alì che è un ospite davvero importante. Pranziamo con un po’ di cibi arabi della rosticceria e la mia lasagna, è uno scambio di culture. Abbiamo bevuto e mangiato troppo e i miei occhi si chiudono senza pietà. “Alì, io e Claudio facciamo la pennichella il pomeriggio della domenica, a Roma si usa così. Dobbiamo riposare almeno mezz’ora, mi dispiace. Puoi vedere un film che abbiamo trovato in lingua araba, La Banda, è molto carino”. Mi sento un po’ in colpa, metto la sveglia per mezz’ora non di più, ma vado a dormire. Il tempo è prezioso, è rapido e presto lo dovremo riaccompagnare. 

 

Alì lo vedo qualche giorno dopo e gli chiedo che cosa gli è piaciuto di più durante il permesso, “Il momento più bello… è quando siete andati a dormire, mi sono sentito accolto nella tua famiglia”.  

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Perché questa storia è importante
Il volontariato in carcere rappresenta un momento importante, di crescita e di supporto per entrambe le persone. Leggere questa storia significa comprendere a fondo realtà che non si conoscono, andare oltre i pregiudizi e capire che anche un piccolo gesto può essere inaspettatamente di supporto.
Come è stata creata questa storia
Queste storie sono state raccolta da Silvia Costa all’interno di una attività di volontariato nel carcere (VIC); Silvia fa parte del gruppo Storie di Mondi Possibili.

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