Quando ho smesso di chiedere se posso
WOMEN FOR CHANGE AWARD
Lingua
 Italiano
Riassunto
Racconto autobiografico che attraversa la discriminazione di genere nel lavoro, la maternità, la malattia cronica e il bisogno profondo di cambiamento.
È la storia di una donna che ha smesso di chiedere il permesso di esistere così com’è.
Una trasformazione che non nasce dalla vittoria, ma dalla resistenza silenziosa, dalla consapevolezza maturata nel dolore e dalla scelta di dare senso alla propria vita anche quando il corpo impone dei limiti.
Un frammento della storia

Mi laureai con il massimo dei voti, nel più breve tempo possibile.


Oggi ho cinquantaquattro anni.


Sono psicologa da cinque anni, vivo e lavoro a Roma con i miei figli e sono al secondo anno della specializzazione in psicoterapia a orientamento psicodinamico junghiano.


Non lo scrivo per vantarmi.


Lo scrivo perché nessuno di questi risultati era previsto.


Non era previsto che una donna con tre figli, una malattia cronica e un lavoro a tempo pieno potesse rimettersi a studiare.


Non era previsto che potesse laurearsi due volte.


Non era previsto che potesse cambiare vita a cinquant’anni.


Eppure, è successo.


Non perché sia stata più forte degli altri.


Ma perché ho smesso di chiedere se posso.


Leggi la storia
Paesi
Città
Lago di Como, Firenze, Roma
Perché questa storia è importante
• Questa storia è importante per me perché rappresenta il punto in cui ho smesso di accettare una narrazione riduttiva del mio valore come donna, madre e lavoratrice.
• Ho imparato che il cambiamento non coincide sempre con ciò che ci si aspettava dalla vita, né con l’età anagrafica, ma con la scelta di restare fedeli a sé stesse e di non perdere la speranza nei propri progetti, anche quando il destino impone dei limiti al corpo e alla vita.
• Questa storia vorrebbe essere ispiratrice per altre donne perché parla di esclusione, resistenza, malattie croniche e invalidanti, ma soprattutto della possibilità di dare senso all’esperienza anche quando non tutto va come si vorrebbe.
Come è stata creata questa storia
L’idea della storia è nata dal bisogno di dare forma narrativa a un’esperienza personale di discriminazione, malattia e trasformazione.
Ho utilizzato una scrittura autobiografica riflessiva, costruita a partire da ricordi, eventi reali e consapevolezze maturate nel tempo.
La metodologia è stata quella del racconto in prima persona, con attenzione al ritmo narrativo e alla verità emotiva.
Questa storia partecipa a questi concorsi
Questa storia fa parte di questi specifici progetti
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