Imparare dalle storie

La storia…

La nuda follia
Questo è il racconto dell'attesa e del momento della caduta del muro di Berlino il 9 novembre 1989: che sensazione provavano i berlinesi?
La caduta del muro

Il 9 Novembre 1989 è la data della caduta del muro di Berlino.

La storia di ciò che successe quella sera è straordinaria. Da diverse settimane nella Germania dell’Est si susseguivano disordini, e  sembrava che il Governo avesse finalmente deciso di permettere le visite a Berlino Ovest e in tutta la Germania, ma di fatto non c’era stato nulla di concreto.

Quel giorno, il 9 Novembre 1989 era stata indetta una conferenza stampa da parte dei dirigenti comunitsti della DDr. La conferenza sta per terminare quando un giornalista, Riccardo Ehrman, corrispondente italiano per l’ANSA, pone al portavoce del governo della Ddr, Guenter Schabowski, una serie di domande. Il dialogo che avvenne in quei pochi minuti è passato alla storia:

“Lei ha parlato di errori, non crede che sia stato un grande errore: quello di annunciare poche settimane fa una legge di viaggio che non era tale? La smettete di illudere i tedeschi, facendogli credere che possano andare a Berlino ovest?” Schabowski, preso alla sprovvista rispose: “I tedeschi dell’est possono espatriare senza dare spiegazioni”. Ehrman incalzò con una seconda domanda: “Vale anche per Berlino ovest?”. . E fu infine l’ultima domanda, a far scoccare la scintilla: “AB WANN? (DA QUANDO?)”. “DA SUBITO”.

La diretta della conferenza fece rimbalzare quella risposta immediatamente su migliaia di schermi televisivi. I berlinesi dell’Est e dell’Ovest si riversarono per le strade, dirigendosi verso il muro. I militari di guardia, di fronte a questa massa di decine di migliaia di persone, non poterono che alzare le sbarre lasciando passare  -finalmente – gli increduli e festanti cittadini delle due Berlino.

Il muro, iniziato a costruire nella notte tra il 12 e il 13 agosto 1961 per bloccare il flusso di cittadini che dall’est emigravano verso ovest, dopo 18 anni, smetteva di essere una barriera invalicabile costata la vita a tanti berlinesi in fuga, per diventare il simbolo di un cambiamento epocale.

“Nuda follia” è il racconto autobiografico di una donna berlinese che ha vissuto in prima persona quella notte; attraverso il racconto di Erika siamo trasportati attraverso lo spazio e il tempo, come se fossimo lì, in quel momento.

I nostri mezzi di comunicazione oggi sono occupati costantemente dalle notizie della Pandemia, ma nonostante questo crediamo che tenere accesa la memoria di questi eventi sia importante proprio nel periodo epocale che stiamo attraversando.

La caduta del muro fù una conquista realizzata anche grazie alla lotta e alla resilienza di migliaia di persone. La stessa resilienza che ha contribuito, dalla fine della seconda guerra mondiale, a ricostruire uno spazio europeo di coesistenza, benessere, democrazia, diritto.

I valori e le energie che oggi siamo chiamati a mettere in campo, per fare della crisi un’opportunità di cambiamento, sono in continuità con questi valori del passato.