Imparare dalle storie

La storia…

Il mio nome è Shikhali Mirzai
La storia di Shikhali Mirzai è rappresentativa di tutte quelle persone che sono fuggite dall'Afghanistan e che attraverso mille avventure sono riuscite a raggiungere i Paesi europei. La forza e la positività di Shikhali, nonostante le mille avversità, è straordinaria.
Abbiamo bisogno di politiche migratorie europee più umane e giuste!

Il 21 Aprile 130 migranti hanno perso la vita in un naufragio nel canale di Sicilia. Tre barconi, in pericolo per il mare grosso, hanno chiesto aiuto per due giorni, senza ricevere soccorso dalle autorità italiane, maltesi o libiche. La nave Ocean Viking di Sos Mediterranee, e tre mercantili, hanno cercato di soccorrere i naufraghi, ma on sono riuscite ad arrivare in tempo. La foto mostra l’equipaggio della Sea Watch 4 che osserva un minuto di silenzio; la nave di una ulteriore ONG impegnata nel salvataggio dei migranti in mare.

Dall’0ttobre 2013 a gennaio 2021, secondo fonti dell’Unhcr, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, sono morte 20.376 persone nel mediterraneo.

Questa ennesima tragedia, e questi dati, dovrebbero portarci a riflettere sull’assoluta necessità di modificare radicalmente le politiche migratorie europee.

L’Europa ha speso e spende enormi somme per Frontex, l’agenzia europea per il controllo delle frontiere, dando vita ad azioni che non rispettano i diritti umani, come che abbiamo visto giorni fa. Parliamo di 1,1, miliardi di euro nel 2021 (fonte “Altreconomia”). Immaginiamo se questi fondi potessero essere utilizzati per altre azioni quali:
– corridoi umanitari;
– Regolamentazione di flussi migratori regolari, legati alle richieste di manodopera.
– Programmi di sviluppo e formazione dei paesi di provenienza dei migranti.

Come possiamo fare in modo che le istituzioni europee creino politiche migratorie più giuste e umane, coerenti ai valori su cui l’UInione Europea si è fondata?

Ho conosciuto Shikali Mirzai tempo fa; la sua storia di migrazione è un odissea, in cui ha dovuto affrontare sfide enormi, incontrando anche persone che lo hanno aiutato. Mi ha colpito la sua energia, il suo ottimismo, nonostante i drammi enormi che ha vissuto, la sua determinazione a fare qualcosa di buono per altri migranti, per il paese da cui viene e il paese che lo ospita oggi, la Francia.

Con l’accoglienza, il dialogo interculturale, la cooperazione possiamo costruire un Europa migliore.