Cartoline al carcere
Storie di quarantena
Language
 Italian
Summary
Giovani studenti esprimono un gesto di vicinanza alla popolazione carceraria affinchè il distanziamento sociale non sia un distanziamento umano.
A short fragment of the story

L’emergenza Covid 19 ha determinato in Italia una lunga chiusura delle scuole a cui io e i miei studenti abbiamo voluto reagire creando un circolo virtuoso di solidarietà affinché il distanziamento sociale non fosse un distanziamento umano.

 

 

Nelle settimane di didattica a distanza, ho quindi coinvolto due classi del liceo artistico Olivieri di Brescia, in cui insegno Discipline pittoriche, in un progetto internazionale.

 

Un collettivo artistico portoghese, WR3AD1NG D1GIT5, aveva lanciato una call per elaborati artistici che avessero come tema la quarantena; si trattava di creare cartoline d’artista e di inviarle digitalmente in modo da costruire una galleria online, luogo di condivisione e riflessione sulla crisi Coronavirus.

 

La chiamata ha avuto una grande risposta: 914 mail inviate, 351 autori di ben 57 paesi.

 

 

Anche noi abbiamo partecipato con entusiasmo; alcuni studenti hanno creato fino a 10 cartoline, formato 10 x 15, cercando di dare espressione alla solitudine, al distanziamento sociale, al venir meno delle relazioni umane e educative che la scuola a distanza inevitabilmente comportava.

 

 

Gli alunni, conoscendo la mia attività di docente in carcere, hanno espresso l’idea di spedire materialmente le cartoline nei due istituti penitenziari della città di Brescia per manifestare la nostra solidarietà a chi stava vivendo quei giorni con ancora più fatica di noi tutti: l’amministrazione, il personale e i detenuti con le rispettive famiglie.

 

Oltre 90 cartoline sono arrivate ai detenuti e al personale che lavora negli istituti di pena di Brescia. Con la speranza che il virus ci faccia restare umani.

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